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Dopo l'atto conclusivo della stagione "regolare" che ha visto una squadra italiana tornare a vincere la champions dopo 3 anni, ci riscopriamo regnanti d'Europa, eppure senza consapevolezza. Fin troppo abili a gettar fango sul nostro calcio; persino masochisti nell'esaltare le doti dei campionati altrui; e ciechi allo stesso tempo. A guardar l'albo d'oro della Uefa Champions League, l'Italia negli ultimi 10 anni (a voler guardare uno dei periodi neri del nostro calcio così come molti amano definirlo) i nomi di squadre italiane compaiono per ben tre volte. L'Italia è davanti a Germania e Portogallo (un successo), Inghilterra (due successi); solo la Spagna (tre successi come l'Italia) tiene il passo: insomma non è che siamo secondi a nessuno. E da campioni del mondo in carica ci apprestiamo a vivere la massima manifestazione calcistica col fiatone e senza entusiasmo. Bolliti, vecchi, ecco come ci appaiono i 23 (anche se ancora in 28) pionieri missionari che voleranno in Sudafrica a contendere alle 31 sfidanti la coppa FIFA nella diciannovesima edizione dei Mondiali di calcio. Siamo bravissimi a demopralizzarci: c'è chi addirittura spera che Lippi esca al primo turno come molti si aspettano, almeno a leggere i giornali. La Nazionale si allena e i calciatori vengono fischiati e insultati perchè si sono concessi poco ai fans; a far notizia non è chi è in ritiro, ma chi non è stato convocato: strano ma vero. E neanche la Federazione ci dà una mano: addirittura per l'8 giugno è stata fissata la conferenza stampa che annuncerà il nuovo CT della Nazionale (Prandelli al 99%), che tempismo e che bella immagine per Lippi! E allora, è lecito chiedersi con quale entusiasmo si partirà per il Sudafrica? Stimoli? Per fortuna non solo i soldi. Oltre a quelli (e i nostri calciatori ne sono pieni) c'è la possibilità di portarsi a casa definitivamente la coppa FIFA: in tre la contendono all'Italia: Argentina, Brasile e Germania, tutte a due successi, proprio come noi. E poi c'è la gloria di giocare un Mondiale. Cavolo, chi non vorrebbe esserci? Tra calciomercato e soliti capricci di star e procuratori, attendiamo la cerimonia di inaugurazione dell'11 giugno; poi ci tufferemo a pieno ritmo sul Mondiale e di sicuro il 14, giorno d'esordio per i Campioni in carica, ci alzeremo in piedi a cantare l'inno con la mano sul cuore e a tifare per la nostra Nazionale. Forza ragazzi, l'Italia è con voi, almeno quella "pensante".
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